Progetto campo nomadi

Progetto campo nomadi

CENSIMENTO e STERILIZZAZIONE DEGLI ANIMALI RANDAGI NEI CAMPI NOMADI

La sterilizzazione dei cani e dei gatti randagi deriva dalla necessità di elaborare una politica di controllo delle nascite al fine di ridurre il fenomeno del randagismo.

E’ oggi necessario che tale pratica trovi maggiore diffusione anche tra i cani e i gatti che risiedono presso in campi nomadi nella città di Roma.

Da tempo in questi campi non viene effettuato un censimento degli animali randagi, non vengono effettuati controlli sanitari e sterilizzazioni, che potrebbero aiutare a ridurre il fenomeno del randagismo nella Capitale.

CHI SIAMO

L’ A.S.T.A, associazione salute e tutela degli animali, nata nel 1995 e gestita da veterinari e soci sostenitori, è un ente senza scopo di lucro che si occupa della cura degli animali randagi, raccolti da cittadini e portati a visitare per i dovuti controlli sanitari e piani di sterilizzazione.

L’Associazione A.S.T.A. si occupa, grazie all’operato volontario di Medici Veterinari e associati, della cura degli animali randagi e del loro reinserimento in zone protette e, se possibile, in famiglie selezionate. Oltre alle sale visita dispone di sale chirurgiche e di degenza per ospitare gli animali bisognosi di cure.

Effettua per i propri soci, pensionati ed persone indigenti, prestazioni ai minimi tariffari. L’Associazione non percepisce nessun finanziamento pubblico, l’unico modo per sostenerla, oltre alla quota di iscrizione, è affidato alle singole donazioni. L’ASTA opera attraverso una struttura composta da medici veterinari, infermieri volontari che con continuità e nell’osservanza di opportuni turni, assicurano una presenza complessiva di 10 unità. L’ASTA svolge le sue attività sette giorni a settimana per un totale di 12 ore al giorno. In particolare la ripartizione degli addetti è così composta: cinque medici veterinari, due infermieri, tre volontari e una segretaria con funzioni amministrative. Medici e infermieri sono impegnati ogni giorno per le attività di cura e sterilizzazione degli animali, mentre i volontari e la segretaria promuovono e organizzano le attività di censimento, le campagne informativa e ogni altra attività relazionale e burocratica.

IL PROGETTO

Il randagismo è un problema di difficile gestione: nel territorio dell’intera provincia di Roma si contano oltre 416.000 cani di proprietà, oltre 100.000 cani randagi e ospiti nei canili; i gatti presenti nelle nostre case sono circa 120.000 e nelle colonie feline sono 180.000. Nella città di Roma la maggior parte degli animali abbandonati ogni anno proviene da cucciolate indesiderate, spesso provenienti da campi nomadi, dove non esiste un censimento né controlli sanitari sugli animali residenti.

Questo fenomeno moltiplica il numero degli animali da adottare, crea spese e disagi ulteriori alle strutture pubbliche, che non hanno più la possibilità né lo spazio per garantire un rifugio e un’assistenza a questi animali, in previsione di adozione.

L’unico metodo efficace per contrastare il fenomeno risiede unicamente nel censimento, nell’assistenza sanitaria e nella prevenzione delle nascite.

Basta ricordare che il 7% degli incidenti stradali sono causati da animali erranti (indagine del 19/12/05 dell’Assessorato Provinciale all’Ambiente e all’Agricoltura), di questi il 23% comporta lesioni gravi.

In particolar modo alcune malattie (Echinococcosi, Toxoplasmosi) trovano nelle colonie dei serbatoi naturali.

OBIETTIVI DEL PROGETTO

Il progetto nasce come specifico impegno di favorire una corretta convivenza tra esseri umani e animali, che in misura sempre maggiore dividono con noi l’ambiente urbano, tutelando questi ultimi, ma anche la salute pubblica e l’ambiente.

A tale scopo verrà utilizzata un’ambulanza adibita ad unità mobile autorizzata ( Fiat Ducato ad uso autoambulanza modificata ad uso veterinario dalla Ditta Boneschi di Ariccia cert. Approv. N. 39RM220556 del 29/07/88 immatricolato come Ambulatorio Mobile N. A150 583RM il 02/08/88 omologazione OM516965T75B ), con sirena blu.

L’obiettivo inoltre è quello di:

  • diminuire il sovraffollamento dei canili ed il costo sociale per il mantenimento dei cani randagi;
  • ridurre i danni provocati dal randagismo sia all’uomo (morsicature, incidenti, trasmissione di malattie) sia agli altri animali (aggressioni);
  • aumentare il risparmio per la realizzazione di nuove strutture;
  • migliorare il rapporto uomo/cane nell’ambiente urbano ed il controllo dell’igiene pubblica.

 

LE ATTIVITA’ PREVISTE

Nella fase iniziale, il progetto, al fine di conoscere il fenomeno del randagismo nelle realtà dei campi nomadi, prevede la realizzazione di un censimento degli animali; in questo modo saremo in grado di avere un quadro più preciso riguardo il numero degli animali da curare e sterilizzare. A tal proposito e per migliorare e rendere più veloci le operazioni di censimento, si costituirà un gruppo di lavoro che sarà formato da volontari opportunamente coordinati dall’ASTA.

In seconda battuta si inizieranno dei sopralluoghi per prendere visione della situazione ambientale e logistica. Si definirà quindi in collaborazione con gli Enti Locali ( gli uffici preposti delle varie municipalità ), le associazioni e i volontari per elaborare un calendario degli interventi da eseguire.

Per quanto riguarda il censimento, si provvederà a contare gli animali presenti nel campo nomadi identificandoli in base a mantello, età, sesso e segni particolari. Il censimento consentirà di avviare un adeguato piano di sterilizzazione e di studi epidemiologici.

Il piano di sterilizzazione sarà effettuato da medici veterinari in base alle norme sanitarie vigenti.

Gli studi epidemiologici si concentreranno sulle malattie più diffuse (Rinotracheite infettiva felina, Leucemia virale felina, Immunodeficienza virale felina, Leishmaniosi, Rickettiosi, Erlichiosi, Echinoccosi, Toxoplasmosi, Panleucopenia virale felina, Parvovirosi canina).

I dati raccolti, una volta elaborati, saranno messi a disposizione del servizio sanitario e delle aziende interessate.

Prima dell’avvio del progetto sarà definita una collaborazione con le ASL di competenza, con le proloco e con le associazioni di protezione degli animali del luogo.

Il progetto, le sue specifiche, i dati raccolti in seguito al censimento, gli studi veterinari ed epidemiologici effettuati, nonché le attività di cura e protezione degli animali proprie dell’oggetto sociale del nostro ente, troveranno opportuna sede in materiali e documenti che avremo cura di stampare, raccogliere e diffondere in tutte le sedi e occasioni opportune.

L’unità mobile potrà essere utilizzata per le prime cure sanitarie, per il recupero degli animali e per le normali attività di pronto soccorso. Per quanto riguarda i cani si provvederà anche all’inserimento di un microchip, qualora non fosse presente.

 

RUOLO E NUMERO DEI VOLONTARI IMPEGNATI

I volontari impegnati nel progetto saranno veterinari e tecnici veterinari, che dispongono, di una preparazione e competenza tecnica, volontari e curatori di animali erranti, esperte catturatrici.

In generale il ruolo dei volontari sarà quello di affiancare i veterinari durante lo svolgimento delle procedure sanitarie e più precisamente si occuperanno:

  • Nell’ambito dell’attività di censimento ogni mansione specificamente indirizzata alla creazione e aggiornamento di un database necessario a rilevare gli animali rinvenuti, con indicazione degli animali curati, del tipo di intervento sanitario subito.
  • Procederanno, inoltre, ad organizzare le campagne di visita e sterilizzazione;
  • Cattura degli animali
  • Verifica o inserimento del microchip e dell’ iscrizione dei cani all’anagrafe canina regionale
  • Nell’ambito delle campagne di informazione sanitaria ogni mansione rivolta all’avvio dei rapporti con le istituzioni, nonché la predisposizione di materiali divulgativi e informativi.
Categories: Progetti

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